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venerdì 10 aprile 2015

Il gigante della Lanzoletta

Ogni avventura inzia da un pensiero, da un'idea. 
Ed ogni avventtura può partire da un'idea nuova, da un sentimento di scoperta, o da una voglia di ri-scoperta, o in un qualche senso di "omaggio".


E mi ricordavo, di tutte quelle volte che passando in Valsugana in inverno buttavo gli occhi verso i canaloni scoscesi della Cima XII e pensavo a come sarebbe stato bello scenderli con gli sci. 
E anche di tutte quelle volte che passandoci in macchina assieme a mio padre lui mi diceva: "Eh, pensati che nei primi anni settanta partivamo a piedi dalla Val di Sella, con due mazzi di pali portati a spalla fino in cima al canalone della Lanzoletta, e tra amici gareggiavamo l'ultimo gigante della stagione, alla fine di maggio."


 Così l'dea di sciarli, quei canaloni, si era fatta ancora più viva, ancora più forte, ma spesso, per via delle condizioni della neve o del poco tempo a disposizione non ero mai riuscito a realizzarla. 



Finchè Martino, amico da sempre, una mattina mi scrive: "Ehi, ho fatto un giro sopra la Lanzola l'altro giorno, ho visto il canale che sale al Portule e la neve sembra fantastica, che ne dici se ci facciamo un giro?"  
Quale migliore occasione?



E così, non senza sforzi nel salire, ci buttiamo giù per il canalone, come a voler omaggiare quelle storie sentite dai nostri vecchi in un'incredibile sciata di fine stagione.


venerdì 27 marzo 2015

Notte al Piccolo Colbriccon


Non mi svegliavo alle 3:40 da tempo. Perché fare stagione tante volte ti uccide, e non sempre riesci a fare tutto quello che vorresti. Ma é l'ultimo giorno di lavoro, e Giovanni mi ha fatto una proposta a cui non riesco a dire di no. Partiamo alle 4 da Malga Ces. Dopo trecento metri di pista ci buttiamo nel bosco, saliamo. La fatica fatta con gli sci larghi e lo zainone si sente, se avessi gli scietti da alpinismo andrei via molto meglio. La crosta di ghiaccio mi si rompe sotto gli scarponi e sprofondo nei cristalli leggeri. Arriviamo in alto, dobbiamo scendere. Quaranta metri di traverso ghiacciato, dove piantare le lamine, stando attenti a non scivolare. Arrivati in fondo saliamo bene, in mezz'ora siamo ai Laghi di Colbriccon. Mentre puntiamo alla vetta pian piano il cielo comincia a diventare chiaro. La neve é poca, spazzata via dal vento, costretti ci togliamo gli sci e cominciamo a salire a piedi. Dopo mezz'ora di salita é ora di tornare. Ci giriamo, togliamo e le pelli e ci dirigiamo a valle, mentre il cielo si tinge di bianco e ci addentriamo in un paesaggio lunare da fantascienza.


giovedì 13 febbraio 2014

L'atteso risveglio

Il sole risplende alto nel cielo e ne percepisco il calore sulla pelle, ho solo una felpa sopra la maglia termica. Quando alzo lo sguardo, Cicci se ne sta inginocchiato, in mezzo alla neve, a bordo pista. È elegante perfino in quella posizione, come accovacciato su se stesso, in equilibrio precario sugli scarponi. Con il dito indice coperto dal guanto traccia sul manto bianco dei piccoli archi di curva. Dei modellini esemplificativi, per farci capire come dobbiamo muoverci mentre scendiamo. Ormai è quasi un mese che ci alleniamo, ma è solo da oggi che mi sento veramente di lavorare! È stato come essere stato addormentato, assopito. È stato come essere in un sogno da cui d'improvviso mi sono svegliato! Ho aperto gli occhi e loro erano lì, lui era lì. I miei compagni, una lunga fila di ragazzi, tutti appoggiati ai loro bastoncini, come ipnotizzati. C'è chi sta col busto in alto, chi appoggia uno sci sull'attacco dell'altro, per riposare le gambe, chi si slaccia gli scarponi, ma siamo tutti uguali in realtà. Stiamo tutti osservando quell'uomo inginocchiato che disegna sulla neve. Stiamo tutti cercando di rubare ogni sua singola parola ogni suggerimento. È un risveglio violento, che mi porta alla memoria sensazioni già vissute in passato, quando da piccolo mi allenavo tre volte in settimana con lo Ski Team Altipiani, eppure allo stesso tempo è un presente dolcissimo, di emozioni che mi mancavano, che avevo dimenticato. Mi sento nuovo, mutato. Raccolgo le informazioni che il mio DNA mi manda, il mio cervello le rielabora e finalmente ricomincio a capire. Passerà del tempo prima che io possa davvero migliorare, ma questo risveglio è un buon inizio. Da oggi si comincia a sciare davvero!